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Oliver Stone e la “trilogia americana”

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Oliver Stone al Taormina Film Festival

Nella sua leggendaria carriera Oliver Stone ha raccontato gli Stati Uniti da tutti i punti di vista.

Ha raccontato la musica con il documentario The doors, lo sport Ogni maledetta domenica e l’anno scorso anche il mondo dell’informatica con Snowden. Nonostante sia difficile individuarne solo tre, andiamo a riscoprire tre grandi film di Stone che hanno raccontato, forse, i tre aspetti più importanti della storia americana recente: Platoon, Wall Street W.

Platoon, 1986: “Il vietnam”

La consacrazione di Stone come autore. Dopo le grandi prove come sceneggiatore,  si impone agli occhi del mondo anche come regista. È un film che ha fatto anche per esorcizzare le conseguenze pesanti che la campagna in Vietnam ebbe su di lui. La storia racconta proprio un’esperienza simile a quella del newyorkese: un giovane e innocente americano lascia il college per arruolarsi nell’esercito e partire per il Vietnam. Quella che racconta Stone è una delle zone più oscure della guerra: l’inutilità. Il giovane Chris Taylor, il protagonista, si accorge di essere inutile nel suo plotone perché non sa combattere e non conosce il Vietnam. Presto la vera battaglia, in Platoon, diventa quella intestina al plotone stesso, sempre più degradato. Il grande uso di droga e la facilità di ammalarsi, insieme alla brutalità della guerra, hanno rovinato per sempre questi uomini. Stone infatti li onorò con la didascalia finale del film:

“Dedicato agli uomini che hanno combattuto e sono morti nella guerra del Vietnam”

 

Wall Street: “La borsa”

Oliver Stone conferma il suo protagonista, Charlie Sheen, figlio del grande Martin. Interpretano padre e figlio nella grande pellicola di Stone del 1987, resa celeberrima dal personaggio di culto “Gordon Gekko”, interpretato da Michael Douglas. Bud Fox è un giovane ambizioso, uno “Stockbroker”, deciso a fare carriera a qualunque costo. Il film racconta l’avidità prima del capitalismo, ma soprattutto il grande arrivismo americano e la nuova “corsa all’oro” che è stata la borsa. Il denaro era facile e Gordon Gekko lo sa meglio di tutti; basta non essere sentimentali, non farsi amici e non aver paura a passare su ogni cadavere. Il film è passato alla storia per la minuziosa descrizione dei processi economici, delle transazioni. Gekko e Fox dialogano con tecnicismi, alle volte incomprensibili, ma fondamentali per entrare nel mondo delle “Stock options” americane. Le belle macchine, la droga, le donne: questo è il sogno americano finemente narrato da Oliver Stone.

W., 2008: “La politica”

Raramente una biografia fu più affascinante, divertente, realistica e problematica di questa. Per raccontare W., una biografia strepitosa su George W. Bush, interpretato da un Josh Brolin al massimo della carriera, è sufficiente riassumere l’accoglienza che questo film ebbe. Più che lo scarso successo al botteghino, che infondo si aspettavano tutti quelli che hanno realizzato il film, bisogna pensare alla vicenda della festa del cinema di Roma. Il film doveva aprire il festival, ma pare che Berlusconi fece tutto per ritirarlo dal festival dati i suoi buoni rapporti col presidente; in Italia non lo volle distribuire nessuna major e fu preso da una piccola casa di distribuzione che lo fece uscire in sparute sale. Problematica, appunto.