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Settembre 25, 2025 9:00 pm COMPLESSO SAN MICHELETTO

COSTRETTO NEL PARZIALE, ABITO LA MIA CONTRADDIZIONE

Confined to Partiality, I Inhabit my Contradiction

Italia / Italy, 2025, 3’12”, col.

 Regia/Director

Lorenzo Papanti 

Sceneggiatura/Screenplay

  

Fotografia/Cinematography

 Montaggio/Film Editing

  –

 Musica/Music

 Interpreti/Cast

 Produzione/Production

  –

 Sinossi/Synopsis

Figure dall’ispirazione pittorica si trovano bloccate in uno spazio liminale continuo e i loro corpi restano imprigionati in immagini statiche, dove ogni tentativo di trascendenza si risolve in una nuova forma di immobilità.

In questa stessa condizione si muove l’essere umano, colto nella tensione costante tra ciò che è e ciò che desidera diventare, avanzando per approssimazioni, attraverso soluzioni frammentarie e contraddittorie. La sua ricerca della verità non può che rivelarsi parziale, limitata, e tuttavia profondamente necessaria. 

Some figures, evoked from pictorial inspiration, inhabit a continuous liminal space and their bodies remain imprisoned in static images, where every attempt at transcendence resolves into a new form of stillness.

In this same condition moves the human being, caught in the constant tension between what they are and what they long to become, advancing through approximations, across fragmented and contradictory solutions. Their search for truth can only ever reveal itself as partial, limited, yet profoundly necessary.


ECHOED IN WATER

Israele / Israel, 2025, 2’26”, col., contenuto generato con AI / AI generated content

 Regia/Director

Yossi Galanti

 Sceneggiatura/Screenplay

  Yossi Galanti

Fotografia/Cinematography

Yossi Galanti

 Montaggio/Film Editing

  Yossi Galanti

Musica/Music

Yossi Galanti

 Interpreti/Cast

 Produzione/Production

  –

Sinossi/Synopsis

Questo cortometraggio reinterpreta il dipinto del XV secolo “L’alluvione del giorno di Santa Elisabetta” sia come trauma storico che come avvertimento contemporaneo sul cambiamento climatico. Mescolando immagini generate dall’intelligenza artificiale ispirate all’opera originale con riprese moderne, il film annulla il tempo, affiancando l’iconografia medievale a scene futuristiche, evidenziando la nostra continua vulnerabilità ai disastri ambientali.

This short video art piece reimagines the 15th-century painting “Saint Elizabeth’s Day Flood” as both an historical trauma and a contemporary warning about climate change. Blending AI-generated visuals inspired by the original artwork with modern footage, the film collapses time, placing medieval imagery alongside futuristic scenes to highlight our ongoing vulnerability to environmental disasters. 


PHONONAUTA

Italia / Italy, 2025, 12’28”, col.

Regia/Director

Stefano De Felici

Sceneggiatura/Screenplay

  Stefano De Felici, Federico Mazza

Fotografia/Cinematography

Luca Sabbioni

Montaggio/Film Editing

  Federico Mazza

Musica/Music

Phase Duo: Eloisa Manera, Stefano Greco

Interpreti/Cast

Paolo Zangani, Elisa Armellino (Italian voice artists) / Domingo Castillo, Evelyn McCauley (English voice artists)

Produzione/Production

  Moovie, LampoTv, Blau Studio, in collaborazione con Phase Duo 3ORIZZONTI

 Sinossi/Synopsis

Ci troviamo ai confini dei sistemi planetari, dove il campo elettromagnetico si assottiglia e la voce dell’universo si affievolisce. Un’astronave, simile a una grande camera di risonanza, traduce le onde gravitazionali in suono e le segue attraverso galassie scosse da violente mutazioni cosmiche. A bordo dell’astronave, un Fononauta vaga nello spazio come un rabdomante, raccogliendo dati per l’Atlante Galattico, un’intelligenza sintetica che custodisce la memoria dell’universo.

We are at the edges of planetary systems, where the electromagnetic field thins, and the voice of the universe grows faint. A spaceship, resembling a large resonating chamber, translates gravitational waves into sound and follows them into galaxies undergoing violent cosmic mutations. Onboard the spaceship, a Phononauta roams space like a diviner, collecting data for the Galactic Atlas, a synthetic intelligence that safeguards the memory of the universe. 


MATERIALIVE

Regno Unito / United Kingdom, 2025, 5’, col., contenuto generato con AI / AI generated content

 Regia/Director

Guli Silberstein  

Sceneggiatura/Screenplay

  

Fotografia/Cinematography

 

Montaggio/Film Editing

  Guli Silberstein

Musica/Music

Interpreti/Cast

Produzione/Production

  –

 Sinossi/Synopsis

Dati, corpi, pixel, fluidi, reti neurali, natura, vita: tutto fuso insieme. Video generati dall’IA creano un fenomeno “uncanny valley”, sembrando realistici e umani ma non del tutto, mescolandosi l’uno con l’altro attraverso diversi tipi di “glitch”. È una poesia sull’esistenza umana e sull’elaborazione di questa da parte della tecnologia e di forze organiche esterne. Nasce così un ibrido, un documentario audiovisivo dell’iperreale; o forse una nuova forma di vita, nata dalla storia dei nostri sogni e delle nostre allucinazioni.

Data, bodies, pixels, fluids, neural networks, nature, life, all moshed up. AI generated videos that bring forward an uncanny valley phenomenon, looking realistic and human yet not quite, bleed into each other by different modes of “glitch”. It’s a poem for human existence and the processing of it by organic forces and technological powers. A hybrid is created, an audio-visual documentary of the hyperreal; or perhaps a living form, born from the history of our dreams and hallucinations


ZIGGURAT

Iran / Iran, 2025, 4’50”, BN / B&W., contenuto generato con AI / AI generated content

 Regia/Director

Mohammad Kachouei Sefiddashti

Sceneggiatura/Screenplay

  Mohammad Kachouei Sefiddashti

Fotografia/Cinematography

Alireza Ebrahimi

Montaggio/Film Editing

  Mohammad Kachouei Sefiddashti

Musica/Music

Farzad Hadi

Interpreti/Cast

Shiva Bafahm, Iman Najafi

Produzione/Production

  Iranian Youth Society, Nazanin Hosseini

 Sinossi/Synopsis

Un uomo e una donna incinta, entrambi alla ricerca dell’elemento dell’immortalità, intraprendono un viaggio senza ritorno, proprio come fecero i loro antenati. Questo cortometraggio è un cammino verso le profondità dell’ignoto, un percorso che parte dalle antiche radici dei miti e delle credenze e si estende fino al cuore della filosofia e dell’umanità.

A man and a pregnant woman, seeking to attain the element of immortality, set foot on an irreversible path, just like their ancestors before them. This short film is a journey into the depths of the unknown, a journey that begins with the ancient roots of myths and beliefs and extends to the heart of philosophy and humanity. 


 FOTOREVOLTE

Germania / Germany, 2024, 5’48”, col.

 Regia/Director

Jule Körperich

 Sceneggiatura/Screenplay

  Jule Körperich, Imke Müller-Hellmann

 Fotografia/Cinematography

Montaggio/Film Editing

  Jule Körperich 

Musica/Music

Gregor Hennig

Interpreti/Cast

Animazione/Animation

Karin Demuth, Jule Körperich, Julia Müller

Produzione/Production

  Jule Körperich

Sinossi/Synopsis 

Fotorevolte racconta del momento in cui la capacità di archiviazione digitale disponibile si esaurisce in tutto il mondo. Tutte le fotografie e i film conservati prendono vita, le persone vengono scacciate dalla loro realtà, rimpiazzate da immagini di luoghi turistici, celebrità e loghi. Si scatena una bizzarra competizione tra la pulizia dei dati e la continua manifestazione di nuove immagini, finché il confine tra il mondo reale e quello virtuale diventa completamente sfocato. Quando infine l’Internet trabocca, il mondo affonda in un miscuglio di pixel.

Fotorevolte tells of the moment when the world’s available storage capacity is exhausted. All digitally stored photographs and films come to life. People are displaced from their reality by photos of sights, celebrities and logos. A bizarre competition unfolds between cleaning up and the manifestation of ever-new images, until the boundary between the real and virtual world turns completely blurred. When finally the Internet overflows, the world sinks into a mishmash of pixels. 


  SHOW YOUR WOUND

  Zeige Deine W_nde

Germania / Germany, 2024, 3’2”, col.

 Regia/Director

Matthias Daenschel

 Sceneggiatura/Screenplay

  Matthias Daenschel

  Fotografia/Cinematography

  Matthias Daenschel

  Montaggio/Film Editing

  Matthias Daenschel

 Musica/Music

Luca Sammuri

Interpreti/Cast

Animazione/Animation

  Matthias Daenschel

Produzione/Production

  Matthias Daenschel

Sinossi/Synopsis

Il cortometraggio mostra oltre 5.000 fotografie che insieme danno vita a una corsa frenetica a Berlino attraverso il tempo. Il regista illustra così la sua ricerca incessante di tutte le crepe e le ferite aperte della storia tedesca nella città.

This short movie displays over 5,000 photos to form a fast-paced hunt through Berlin’s time tunnel. The director thus illustrates his restless search for all the cracks and open wounds of German history in the city.


MORAL SUPPORT

Italia / Italy, 2025, 4’21”, col.

 Regia/Director

Vuk Jevremovic

Sceneggiatura/Screenplay

  Vuk Jevremovic

 Fotografia/Cinematography

  –

  Post-produzione/Post-production

  Eduardo Elosegi Erdozia

 Musica/Music

Laibach

Interpreti/Cast

 Produzione/Production

  Vuk Jevremovic, Canvas Productions

Sinossi/Synopsis 

 Questo film evoca eco dei primi decenni del XX secolo attraverso i suoi movimenti artistici, evidenziando l’eterna lotta tra i diversi concetti politici e la tragedia delle vittime che ne hanno sofferto durante il percorso.

The film evoques echoes of the first decades of 20th century through artistic movements, bringing about the eternal fight between different political concepts and the tragedy of the victims who suffered in the process. 


 CODA

Norvegia / Norway, 2024, 12’28”, col.

 Regia/Director

Thor Sivertsen

Sceneggiatura/Screenplay

  Thor Sivertsen

  Fotografia/Cinematography

  Thor Sivertsen

Montaggio/Film Editing

  Thor Sivertsen

Musica/Music

Motorpsycho

Interpreti/Cast

Animazione/Animation

Thor Sivertsen

Produzione/Production

  Thor Sivertsen (Animathorfilm)

 Sinossi/Synopsis 

CODA è un’animazione sperimentale astratta. Forme organiche fluttuano e si trasformano, dando continuamente vita a nuove forme.

CODA is an abstract experimental animation. Organic shapes are drifting, changing and making constantly new forms

 


 

.SILENT PANORAMA

Belgio / Belgium, 2024, 5’9”, col.

 Regia/Director

Nicolas Priet

 Sceneggiatura/Screenplay

  Nicolas Priet

 Fotografia/Cinematography

  –

 Montaggio/Film Editing

  Nicolas Priet

Musica/Music

Frédéric Furnelle, Pierre van Caloen, Nicolas Priet

Interpreti/Cast

 

Animazione/Animation

  Nicolas Priet 

Produzione/Production

  Zorobabel

 Sinossi/Synopsis  

Un disegno prende gradualmente vita davanti ai nostri occhi, raccontando una storia non solo di un cinghiale in fuga, ma anche dei modi in cui le persone occupano i luoghi che un tempo appartenevano alla natura. Il cortometraggio è basato su ricordi di una passeggiata nelle Ardenne belghe e l’animazione è stata disegnata utilizzando un singolo foglio di carta.

A drawing gradually comes to life before our eyes, telling a story not only of a wild boar on the run, but also of the ways in which people occupy the places that used to belong to nature. Based on memories of a walk in the Belgian Ardennes, this film was drawn and animated alone on a single sheet of paper as a performance.

 


 

WOKE UP IN AN ASHTRAY

Francia / France, 2024, 4’20”, col., contenuto generato con AI / AI generated content

 Regia/Director

Justine Gasquet

Sceneggiatura/Screenplay

  

  Fotografia/Cinematography

  –

Montaggio/Film Editing

Justine Gasquet

Musica/Music

  Amine Boucekkine

Interpreti/Cast

 Produzione/Production

  Amine Boucekkine 

 Sinossi/Synopsis  

Benvenuti all’Era Post-Umana. In un mondo in cui i confini tra umani e macchine sono stati aboliti, ora che la morte è stata surclassata e l’eternità sopraggiunge, rimane anche solo un’anima viva?

 Welcome to The Post-Human Era. In a world where the boundaries between humans and machines have been abolished, now that death has been overcome and eternity is in sight, is there a soul left alive?


ENTRE NOUS

Francia / France, 2025, 4’50”, col.

Regia/Director

Robert Cahen

Sceneggiatura/Screenplay

  

  Fotografia/Cinematography

Robert Cahen

Montaggio/Film Editing

  Thierry Maury 

Musica/Music

Luc Ferrari

Interpreti/Cast

Introduzione/Production

  Pixea Studio

 Sinossi/Synopsis   

I “passanti” vagano attraverso il tempo e lo spazio, incarnando una moltitudine di incontri fugaci. Mentre le figure si dissolvono l’una nell’altra, ci avventuriamo nell’abisso del déjà vu, i sussurri del passato (forse romanzati) si mescolano al presente, modificando al contempo i misteriosi meccanismi con cui la nostra mente cattura e ricorda coloro che sfiorano le nostre vite.

The “passers-by” drift through time and space, embodying a multitude of fleeting encounters. Figures dissolve into one another, we venture into the abyss of déjà vu, whispers of the past (which may be fictionalised) mingle with the present, while simultaneously shifting the mysterious ways in which our minds capture and remember those who brush against our lives.


CHIMERA

Sud Corea / South Korea, 2025, 7’27”, col., contenuto generato con AI / AI generated content 

Regia/Director

Minsu Kim

Sceneggiatura/Screenplay

 Fotografia/Cinematography

  Minsu Kim

Montaggio/Film Editing

  –

Musica/Music

Heehyun Chun

Interpreti/Cast

Dayoung Go, Ming-Jou Tsung

Coreografia/Coreography

Gabeen Byun

Produzione/Production

  Shinho Lee

Sinossi/Synopsis  

Una presenza si accovaccia dietro un sottile velo sul palco. Dal basso, la testa di un serpente, Chimera, una telecamera, striscia verso l’alto. La luce rossa nell’obiettivo si accende, risvegliando la presenza. I movimenti prendono forma come se le articolazioni nascessero per la prima volta. L’essere diventa consapevole del proprio corpo e dell’ambiente. Fissando Chimera, scorge il proprio riflesso. Chimera si avvicina e si trasforma in una figura umanoide dalla pelle squamata. Rapita dal suo fascino, la presenza si accosta, ma si ritrova imprigionata e lotta finché non si libera. Rimasta sola, vede Chimera da lontano, seduta nella platea vuota. Scende dal palco e accoglie l’estranea presenza un tempo respinta. I corpi si fondono, strato dopo strato. Terminata la danza, la presenza inghiotte Chimera, interiorizzandola, e comincia a oltrepassare lo schermo.

A presence curls up behind a thin veil on stage. From below, the serpent’s head — Chimera, a camera — slithers upward. The red light flickers on, awakening it. Movements emerge as if joints were forming for the first time. The being becomes aware of its body and its surroundings. Gazing at Chimera, it sees its reflection. Chimera approaches, transforming into a humanoid figure with serpent-like skin, coiling around it. Entranced, the presence draws closer but finds itself constricted, struggling until it breaks free. Alone again, it sees Chimera seated in the empty audience. It steps off the stage, embracing the unfamiliar presence once rejected. Their bodies merge, layer upon layer. When the dance ends, the presence swallows Chimera, internalising it, and begins to move beyond the screen.


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