Eventi Speciali

PARLIAMO DEL LINGUAGGIO: DUE FILM DI ÉRIK BULLOT

 

Biografia

Érik Bullot, cineasta, ha realizzato molte opere a metà strada fra il film d’artista ed il cinema sperimentale. La sua filmografia conta più di una ventina di titoli, fra cui Le Jardin chinois (1999), l’Attraction universelle (2000), le Singe de la lumière (2002), Glossolalie (2005), Trois faces (2007), L’Alliance (2010).

Il suo lavoro è stato presentato in numerosi festival e musei, in particolare al Jeu de Paume (Paris), al Centre Georges Pompidou (Paris), alla Biennale de l’image en mouvement (Genève), al CCCB (Barcelone), al MICEC 08 (Barcelone), al cineclub La Enana Marrón (Madrid). Una monografia accompagnata da un DVD gli è stata dedicata nel 2003 dalle Éditions Léo Scheer, con un testo di Jacques Aumont.

Insegna cinema all’École nationale supérieure d’art de Bourges, e dirige il corso di specializzazione Document et art contemporain all’École européenne supérieure de l’image (Poitiers-Angoulême).

Tongue Twisters

Érik Bullot, USA, 2011, col., 11′

con Kea Anderson, Laura Altieri, Mike Arcega, Lindsay L. Benedict, Félix Bullot e Judith Butler.

« Un chasseur sait-il chasser sans son chien de chasse?»

«How much wood would a woodchuck chuck if a woodchuck could chuck wood?»

Un tongue twister (scioglilingua) è una frase difficile da proninciare. Sotto la forma di un collage poetico, che alterna paesaggi e ritratti, il film propone a vari modelli, americani per la maggior parte, filmati in uno studio a Berkeley, di dire degli scioglilingua nella loro lingua madre, o nella seconda lingua: tedesco, inglese, arabo, armeno, siriano, cinese, coreano, croato, spagnolo, francese, giapponese, persiano, portoghese, vietnamita, ebraico, filippino.

Faux Amis

Érik Bullot, Francia\USA, 2012, col., 14′

con Tony Conrad, Nicole Dunham, Valérie Hastings, Karen Mac Cormack e Steve McCaffery.

Realizzato in un contesto pedagogico, questo film d’occasione è una variazione poetica a proposito del linguaggio e dei falsi amici in francese ed in inglese. Letture di poesie, liste di falsi amici, dialoghi assurdi sono alcune delle proposizioni linguistiche di questo film, girato all’Università di Buffalo, negli Stati Uniti, con la complicità di studenti, di artisti e di poeti: Tony Conrad, Steve McCaffery, Karen Mac Cormack.

 

 

CAROLINE DERUAS

Storia nella Storia

 

Biografia
La passione di Caroline Deruas per il cinema comincia molto presto, con la scoperta dei film di Truffaut e in seguito di quelli di Marco Bellocchio. Dopo numerose esperienze sui set cinematografici, e dopo due prove filmiche in Super 8 – Les Indolents e Le rêve d’Elli – nel 2006 realizza L’étoile de mer, il suo primo vero e proprio cortometraggio. Diventa secondo assistente alla regia di Philippe Garrel lavorando ai film Le vent de la nuit e Sauvage innocence. In Les amants réguliers interpreta il ruolo di Léa. È secondo assistente alla regia sul film Actrices, di Valeria Bruni Tedeschi. Attualmente collabora con Garrel in qualità di sceneggiatrice.

L’étoile de mer

Caroline Deruas, Francia, 2006, 35 mm, col., 23′

con Arthur Igual, Salomé Stévenin, Joël Barbouth, Sarah Naveau

Marc e Camille vivono con la loro bambina in una casa abbandonata sulla costa dell’Estérel.

Marc pesca la mattina, per nutrire la sua famiglia, e lavora come guardiano di un parcheggio il pomeriggio. Trascorrono giorni tranquilli al margine della società, finché un giorno un gendarme decide di porre fine a questa libertà.

Desiderio inalterabile di cogliere dei palpiti effimeri di cinema,

di viverlo come se ne sogna.

Filmare la storia che si inventa da bambini,

filmare l’ambiente che da allora ci affascina,

ma del quale non avevamo saputo, potuto appropriarci.

Sentire questa vibrazione cinema,

un pezzo di pellicola dopo l’altro.

E palpiti. Spero d’averne catturato qualcuno al volo.

(Caroline Deruas)

Le feu, le sang, les étoiles

Caroline Deruas, Francia, 2008, 35 mm, b/n, 15′

con Lena Garrel, Caroline Deruas, Maurice Garrel, Lolita Chammah e Arthur Igual.

Reazioni della gioventù di sinistra all’indomani delle elezioni. Dallo sconcerto al trauma, passando per le lacrime e la rabbia. Come uscirne? Dove fuggire?

“Volevo partire da questo stato di choc per potermi risollevare grazie al film. A casa eravamo tutti molto scossi e traumatizzati, e mi sono detta che l’unico modo per uscirne sarebbe stato rispondere immediatamente a questa elezione che rifiutavamo e di cui ci vergognavamo. (…) Mia figlia aveva otto anni, e sembrava abbattuta quanto noi. Dovevo aiutarla, ascoltando la sua rivolta di bambina, per guarire insieme le sue ferite di cui eravamo noi stessi in parte responsabili. (…)

Questa volta c’era un vero senso di disperazione, di incomprensione. Finora la destra al potere aveva mantenuto un’immagine piuttosto pulita, senza pulsioni estremiste manifeste. Quando seguivamo le elezioni italiane dicevamo: che vergogna! Com’è possibile! Quando è successo da noi ho provato quella stessa vergogna. (…) L’étoile de mer raccontava la ricerca di un rifugio, Le feu, le sang, les étoiles costituiva concretamente un rifugio per me stessa (…)”

(Caroline Deruas, da un’intervista di Fabrizio Polpettini, nel dossier stampa del film)

Les enfants de la nuit

Caroline Deruas, Francia, 2011, 35 mm, b/n, 26′

con Adèle Haenel, Felix M. Ott, Arthur Igual, Yves Donval.

Primavera 1944. “Ci sono amori che nascono come un’evidenza. Della loro storia non si può dire che ignorino l’esito fatale, si può soltanto dire che era inevitabile.”

Cresciuta in una famiglia attiva nella resistenza, Henriette vive l’inconcepibile: si innamora di Josef, un giovane soldato tedesco. Marcel, suo amico d’infanzia, segretamente innamorato di lei, scopre la loro storia e raggiunge i partigiani alla vigilia della liberazione. Quando tornerà, non sarà più solo, e porterà il lutto.

 

 

CAGE/CUNNINGHAM: UN RACCONTO LUNGO 50ANNI

 

Non sono stati molti gli autori capaci come John Cage di elaborare poetiche che hanno segnato la storia del pensiero del ‘900 anche al di fuori dell’ambito artistico, e allo stesso tempo così fortunati da incontrare sul loro cammino due grandi artisti con cui dare vita ad un lungo e profondo sodalizio che ha intrecciato arte e vita: il pittore Robert Rauschenberg e soprattutto il coreografo Merce Cunningham.
Una ricostruzione che non desse conto a questa straordinaria collaborazione rischierebbe dunque di confinare la figura di Cage in un ambito meramente musicale che la sua opera ha invece sostanzialmente travalicato.
Di qui l’idea di realizzare “Cage/Cunningham un racconto lungo 50 anni”, un approfondimento in due fasi su questo importante aspetto della sua carriera creativa: una presso il Museo Lu.c.c.a. e la Tenuta dello Scompiglio consiste in una serie di proiezioni di rari lungometraggi video che documentano lo spirito e alcune delle opere nate nel quadro di questa lunghissima collaborazione; e l’altra nel Chiostro di S. Micheletto,  una serata che prevede la proiezione (organizzata dal Lucca Film Festival) di Coming and Going di Wiliam Bank,  e l’esecuzione in prima assoluta di “3×3=1 Accidenti” un concerto di danza ispirato a una delle procedure compositive che Cage, Cunningham e Rauschenberg hanno utilizzato nel corso della loro lunga collaborazione: quella di limitarsi a convenire preventivamente alcune regole e poi comporre separatamente, senza prove d’insieme, così da lasciare al Caso, elemento fondamentale nelle loro poetiche, il compito di determinare i nessi di relazione fra i segni di cui l’opera si compone.
Ci è parso infatti che il modo più coerente per celebrare Cage e il suo coraggio creativo  fosse quello di chiedere a sei artisti di realizzare una nuova opera basata su uno dei loro procedimenti di scrittura che condivideva con Cunningham e Rauschenberg, così da mettere le nuove generazioni in condizioni di conoscere, non solo le forma finale delle opere di Cage, ma anche e soprattutto il pensiero e le metodologie che le hanno generate.

Nello specifico “3×3=1 Accidenti” vedrà 6 artisti – tre coreografe/danzatrici e tre compositori/musicisti – creare ciascuno una composizione rispettando alcune regole, prima fra tutte quella di non far conoscere il contenuto della propria opera agli altri autori fino al momento della rappresentazione.
Subito prima dell’esecuzione verranno stabiliti in modo casuale gli abbinamenti fra un compositore e una danzatrice.
Questo darà vita a tre brevi concerti per una danzatrice e un musicista. Una volta eseguiti i tre concerti, tutte e sei le partiture saranno eseguite simultaneamente, offrendo così al Caso nuove opportunità di manifestare la propria capacità creativa.

Le 10 regole convenute fra gli artisti sono:

1) Tutte le composizioni saranno scritte in modo da essere perfettamente riproducibili, dureranno esattamente 7 minuti e avranno di base un metronomo di 60 bpm
2) Ogni composizione dovrà contenere complessivamente almeno 1 minuto di silenzio o di immobilità
3) Le musiche devono essere eseguite dal vivo e da un solo musicista le danza dovranno essere eseguite dal vivo da una sola danzatrice
4) Gli eventuali interventi vocali delle danzatrici non dovranno durare complessivamente più di 30 secondi
5) Ciascun brano musicale dovrà avere un minimo di 3 picchi della durata massima di 30 secondi
6) Ciascun compositore potrà utilizzare un solo strumento
7) Nelle danze le fasi di movimento legato non dovranno durare complessivamente più di 1/3 del tempo
8) Le danze dovranno utilizzare tutti e tre i livelli
9) I vestiti degli esecutori dovranno essere nella gamma che va dal grigio al viola
10)La consegna dei brani è per il 6 ottobre alle ore 21

Gianmarco Caselli – Compositore e interprete
Stefano Giannotti – Compositore e interprete
Girolamo Deraco – Compositore
Lorenzo Vignando “Ukulollo” – ukulele e video
Claudia Caldarano – Danzatrice
Alessandra Moretti – Danzatrice
Irene Russolillo – Danzatrice

Un sentito ringraziamento va alla squisita gentilezza di Enrico Coffetti, presidente di Cro.Me. di Milano che ha messo a disposizione i video per le proiezioni.

 

Beach Birds for Camera

Elliot Caplan, USA, 1993, 28’

Musica: John Cage

con Merce Cunningham Dance Company

Tratto da uno spettacolo originale per la scena di Merce Cunningham, la coreografia viene  ri-lavorata  per  la  telecamera  di  Elliot  Caplan,  regista  fedele  al  genio  di Cunningham, alternando brani in bianco e nero a brani a colori e passando da uno studio al palcoscenico. Un montaggio che non toglie nulla a questo capolavoro; non dandogli un solo spazio ed un solo colore ne amplifica invece l’astrattezza, portando chi  guarda  a  seguire  con  affetto  questi  uccelli,  che  Merce  Cunningham  aveva osservato ed amato mentre sulla spiaggia si scaldavano e asciugavano le ali al sole del primo mattino.

Cage / Cunningham

Elliot Caplan, USA, 1991, 95’

Musica: John Cage

con Merce Cunningham, John Cage, Nam June Paik, Robert Rauschenberg e Viola Farber.

Il video documenta la collaborazione – durata 45 anni – tra due dei più originali artisti americani: il compositore John Cage e il coreografo Merce Cunningham.

Changing Steps

Elliot Caplan / Merce Cunningham, USA, 1989, 35’

Musica: John Cage

con Merce Cunningham Dance Company

Merce  Cunningham  descrive  “Changing  Steps”  come  il  tentativo  di  creare  una coreografia che si possa modificare da una messa in scena all’altra.

Coming and going

William Bank, Olanda, 1992, 57’

Musica: John Cage / Steve Reich / B. Hermann / C. Saint-Saën

con Compagnia Nederlands 3

 

Quattro grandi coreografi ripresi a tu per tu con i ballerini durante le prove dei brani che hanno realizzato per il Neederlands 3.

Cursive II

UK / Cina, 2006, 147’

Musica:John Cage

con Cloud Gate Dance Theater of Taiwan

 

Cursive II è il risultato di un lungo viaggio nella antica pratica di movimento e di spiritualità.

Sotto la direzione del coreografo Lin Hwai-Min, Cloud Gate Dance Theatre di Taiwan ha scoperto le tradizionali discipline del corpo cinese.

Dialog mit G. B. II

Italia, 1994, 51’

Musica: John Cage

 

Secondo  omaggio  di  Susanne  Linke  a  Gerhard  Bohner,  geniale  danzatore  e coreografo tedesco ucciso dall’AIDS.

Gertrude

Italia, 1994, 18′,

Musica: Virgil Thomson / John Cage / Henry Cowell / Alvin Curran / A. Hovhaness

con Ile Biocca, Roberta Gelpi, Claudia Pescatori, Michele Pogliani e Compagnia di Danza Encanto.

 

Estratto  dall’omonimo  spettacolo  ispirato  alla  figura  della  scrittrice  statunitense

Gertrude Stein, punto di riferimento per l’avanguardia americana d’inizio secolo.

 

In – Fracçoes

Rui Simoes, Portogallo, 1990, 30′

Musica:Ködo / John Cage

con Olga Roriz

 

Il video nasce come elaborazione, successione e accumulazione di improvvisazioni danzate.

Merce by Merce by Paik

Nam Jun Paik / Shigeko Kubota, USA, 1978, 30’

Musica: David Held / Earl Howard / John Cage

con Merce Cunningham

 

Collage di brani diversi, tra i quali “Septet”, ripreso a Helsinki nel 1964, che vuole essere un omaggio di Paik a Cunningham.

Points in Space

Elliot Caplan / Merce Cunningham, USA, 1986, 55’

Musica:John Cage

con Helen Barrow, Merce Cunningham, Victoria Finlayson, Alan Good e Catherine Kerr.

 

La prima parte comprende interviste con Cunningham, Cage e altri membri  della compagnia realizzata dalla BBC; nella seconda parte la coreografia “Points in Space” danzata dallo stesso Cunningham e dalla sua compagnia.

The Collaborators: Cage, Cunningham , Rauschenberg

USA, 1987, 55’

con Karole Armitage, Karen Attix, Hellen Barrow, Louise Burns e Ellen Cornfield.

 

Il video – montato dalla Cunningham Dance Fondation – testimonia la collaborazione di Cunningham con il musicista John Cage e il pittore Robert Rauschenberg.

Variations V

Arne Arnbom, USA, 1966, 50′

Musica: John Cage

con Carolyn Brown, Merce Cunningham, Barbara Lloyd, Sandra Neels, Albert Reid e Peter Saul.

 

Una coreografia “multimediale” che coinvolge, oltre ai danzatori, i tecnici che hanno lavorato agli effetti speciali.

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