Sorrentino e Servillo: una love story artistico-intellettuale

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È una vera e propria love story, quella tra il regista premio Oscar Paolo Sorrentino e il pluripremiato attore Toni Servillo: il loro è infatti un sodalizio artistico che va avanti da 15 anni.

Anche se i primi contatti tra i due risalgono alla fine degli anni ’90 (Servillo era membro della giuria del Premio Solinas, che Sorrentino vince nel 1997), l’inizio della loro collaborazione risale al 2001, in occasione delle riprese de L’uomo in più.

Sorrentino non nasconde la sua profonda ammirazione per le doti recitative di Toni Servillo, ma dietro questa collaborazione così fortunata c’è sicuramente qualcosa in più.

Una grande amicizia e stima reciproca, innanzitutto.

Ma anche la convinzione che Servillo sappia creare una profonda connessione con i personaggi che interpreta, traducendoli al meglio.

Ecco in una carrellata i quattro film in cui Toni Servillo ha interpretato alcuni dei personaggi più memorabili del cinema di Sorrentino.

  • L’uomo in più (2001)
    È il film che segna l’inizio del sodalizio tra Sorrentino e il suo attore-feticcio Toni Servillo, nonché l’esordio alla regia del regista. Il film racconta la storia di Antonio Pisapia: ma attenzione, gli Antonio Pisapia sono due. L’uno un calciatore, l’altro un cantante di musica leggera, diventano due facce dello stesso personaggio: entrambi devono infatti fare i conti con il passaggio dall’avere tutto al ritrovarsi senza niente. Particolarmente elogiata dalla critica è stata la performance di Servillo, il quale è riuscito perfettamente a donare credibilità al personaggio di Tony, esuberante e a tratti macchiettistico.
  • Le conseguenze dell’amore (2004)
    Entriamo nella vita di Titta di Girolamo. Un uomo dall’esistenza apparentemente piatta e monotona che si rivela essere riciclatore di denaro sporco per conto della mafia. In tutto questo, l’incombere dell’amore e lo sconvolgimento di un equilibrio faticosamente raggiunto. Spicca ancora una volta l’interpretazione di Toni Servillo, perfetto nell’incarnare un personaggio complesso come quello di Titta di Girolamo, che viene costruito per sottrazione: il suo carattere emerge in virtù di ciò che non è, dipinto attraverso pochi tratti essenziali che Servillo fa propri con grande maestria.
  • Il divo (2008)
    Un ritratto grottesco della vita di Giulio Andreotti e delle vicende politiche che la circondano dal ’91 al ’96. Il film si distingue per la sua complessità e per l’interpretazione magistrale di Toni Servillo, che regge l’intero asse della narrazione. L’attore si cala perfettamente nel personaggio, rendendone atteggiamenti e tic all’interno di una cornice di immobilismo che diventa il suo tratto caratterizzante.
  • La grande bellezza (2013)
    Il film che più ha diviso l’opinione pubblica. Ma è anche il film che ha riportato il premio Oscar in Italia dopo 15 anni. È innegabile la maestria di Sorrentino nel rappresentare efficacemente un universo popolato di personaggi decadenti e grotteschi, cullati nei palazzi lussuosi della Città Eterna.

Il regista Paolo Sorrentino sarà ospite del Lucca Film Festival-Europacinema 2016: non perdere l’occasione di vederlo dal vivo!