William Friedkin e il mito dell’Esorcista

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Assoluto cult datato 1973, L’Esorcista di William Friedkin è senza dubbio  la narrazione di possessione  demoniaca più inquietante della storia del cinema contemporaneo. 

Sono passati quarantadue anni da quando “L’esorcista” ha fatto capolino nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, procurando brividi di puro terrore in chiunque fosse accorso a vedere il film. 

Come già accaduto per altre pellicole del regista statunitense, anche (ma viene voglia di dire soprattutto)  l’Esorcista, deve i propri natali alla letteratura.

 È infatti  tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty,  qui in veste di sceneggiatore,  è  basato su fatto realmente accaduto a  Georgetown, nello stato di Washington.

 Nel 1949, infatti, venne praticato  un esorcismo su un bambino di 13 anni.

Quest’ultimo non ricordò mai nulla di quanto accadutogli e tanto meno dell’esorcismo a cui era stato sottoposto. Ebbe infatti una carriera estremamente brillante nella NASA.

La pellicola ha riscosso un enorme   successo di pubblico  nonostante i limiti imposti dalla  censura, tanto che negli anni a seguire sono usciti nelle sale due sequel: L’esorcista II – L’eretico del 1977, e L’esorcista III del 1990 e una riedizione in versione integrale del 2000, con circa undici minuti di scene inedite.

A creare intorno ad esso un ulteriore alone di mistero e di esoterismo esistono, sulla produzione del film, diverse leggende metropolitane, svariati avvenimenti ed altri inquietanti retroscena più o meno noti  i quali, nell’ insieme, accrescono sempre più il mito di questo film. 

Ecco dunque per voi alcune delle più eclatanti “casualità” che fanno de “L’esorcista” un vero e proprio film maledetto… a patto che di casualità si tratti veramente. 

  1. La camminata “a ragno” della famosissima scena in cui una indemoniata Regan scende le scale di casa in una posizione quasi impossibile, è stata in realtà girata grazie alla bravura della contorsionista Linda R. Hager,coadiuvata dall’ausilio di funi e cavi. 
  2. Ad appena due giorni dall’inizio delle riprese del film, un corto circuito  provocò un incendio che danneggiò gravemente tutto il set interno e le apparecchiature. Tutto tranne la stanza di Regan che rimase, inspiegabilmente, intonsa.
  3. Il montaggio del film venne effettuato, del tutto casualmente, al civico 666 della Fifth Avenue a New York. Come tutti sanno il numero 666 è quello che rappresenta “la bestia” nell’Apocalisse di Giovanni ed infatti furono in molti a pensare che la pellicola del film fosse davvero posseduta.
  4. Un vero e proprio esorcismo venne richiesto dal regista al sacerdote che fungeva da consulente sul set. Il sacerdote  si rifiutò di operare l’esorcismo e si limitò a benedire location, staff e attori cercando così di placare gli animi degli stessi ormai convinti che il set fosse maledetto.
  5. L’urlo di dolore che si sente nella pellicola è il  il vero lamento lanciato dalla Burstyn, la quale fu accidentalmente (?) spinta dall’attrice che interpretava la figlia posseduta figlia posseduta. La sequenza fu ritenuta  così reale da Friedkin, tanto  da fargli decidere di non girare nuovamente la scena e di mantenerla, giustamente, nella sua “originalità”.
  6. Per il ruolo di Regan vennero provinate quasi 5000 bambine prima che la scelta ricadesse su Linda Blair la quale, però, a seguito del film, non riuscì mai a far decollare la propria carriera. Questo a causa, forse, dell’alone di oscurità che la parte interpretata le aveva incollato addosso.
  7. Nella sua smania di perfezionismo, il regista Friedkin ordinò a Mercedes McCambridge, la “voce” che doppiava la Blair nelle sue scene da indemoniata, di arrochire ancor più il tono fumando tre pacchetti di sigarette al giorno, mangiando solo mele acerbe e uova crude e bevendo whisky. Alla sua voce aggiunse tracce del suono prodotto da uno sciame di api, di grugniti di maiali e le urla di un bambino sottoposto ad un vero esorcismo.
  8. Alla première del film di Roma, dove venne proiettato per la prima volta in Italia “L’Esorcista“, le persone in attesa di entrare nel cinema sotto un fortissimo temporale, videro una delle croci in ferro della chiesa lì affianco, venir colpita da un fulmine e cadere in mezzo alla piazza. Scossi dall’accaduto, molti degli spettatori decisero di rinunciare alla visione del film e di tornare a casa.
  9. In riferimento alla scena della radiografia, l’attore che impersonava il tecnico di laboratorio, Paul Bateson, è stato successivamente sospettato dalla polizia americana di essere nientemeno che un serial killer.
  10.  Un consistente numero di morti di attori, tecnici e personale in generale che aveva ruotato intorno alla  produzione del film . Tra tutti  Jack MacGowran (il Burke Dennings che nella pellicola muore cadendo da una scalinata) che venne  mancare a distanza di poco tempo a causa di un’epidemia influenzale. Anche l’attrice Vasiliki Maliaros (che nel film interpretava la madre di Padre Karras) morì poco prima che il film venisse distribuito. Oltre a loro persero la vita  il guardiano notturno del set, uno dei tecnici, il fratello di Max Von Sydow (Padre Lancaster Merrin) ed il nonno di Linda Blair. Tutti nel periodo delle riprese. 

William Friedkin sarà protagonista al Lucca Film Festival – Europacinema dal 3 al 10 aprile 2016.
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