Zombie al cinema (e non solo) prima di The Walking Dead

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Se dovessimo tracciare una parabola temporale nella sfolgorante costellazione dell’horror-movie, abbaglianti sarebbero le stelle degli Zombi.

Queste creature antropofaghe hanno antenati lontani in molte culture, soprattutto per quanto riguarda i famosi riti voodoo di Haiti.

I cosiddetti “morti viventi” sono la materializzazione di paure ancestrali, di recondite ossessioni dell’animo umano, di un’irreversibile deterioramento e degenerazione della nostra razza.

Gli zombi sono da sempre fonte di ispirazione per la creatività degli artisti che li inscenano su palcoscenici narrativi, cinematografici, virtuali.

Lo zombi, ormai, estrapolato dal suo contesto di appartenenza, è quasi una figura familiare.

Non c’è Halloween o incubo peggiore che non sia dominato dall’orrorifico deambulare di mostri anemici, con teste scoperchiate e cicatrici che sfregiano visi e membra, di occhi opacizzati da un velo fitto di cataratta, da gengive insanguinate bramose di carne umana.

Ma ogni aggiunzione al corpo tumescente e putrescente dello zombi diventa un, quasi, psicotico tentativo di superare il precedente modello per suscitare, sempre più, le adrenaliniche angosce degli appassionati, che vogliono sprofondare nelle loro poltroncine ad ogni sussulto di terrore.

Va sempre riconosciuto al padre putativo, George A. Romero, quella consacrazione ufficiale dello zombi-movie, in cui è riuscito a dettarne la filosofia, trovando l’idea, ben presto, terreno fertile nelle case di produzione di tutto il mondo, con grande riscossione di successo al botteghino.

Il fenomeno, dunque, non poteva soltanto rimanere narrativo e filmico: gli zombi fanno soldi per davvero, fanno soldi da paura!

Da allora, la marcia degli zombie è stata inesorabile e ha attraversato i decenni, conservando sempre il fascino di un tempo e acquistando una trasversalità sempre maggiore.

Non c’è genere cinematografico in cui lo zombie non sia apparso: dal western alla commedia, dal musical all’erotico, dal dramma esistenziale alla fantascienza.

Lo zombi, poi, diventa musica e balla a fianco del re del Pop, con Thriller di Michael Jackson, pubblicata il 12 novembre 1983, tratta dall’omonimo album ritenuto il disco più venduto nella storia della musica con una stima di oltre 115 milioni di copie all’attivo.

Ma gli zombi oltrepassano gli schermi per occupare la dimensione virtuale e diventano videogames, diventano interattivi, scatenando le fantasie vendicative di quanti vorrebbero imbracciare un fucile a canne mozze, attraverso un joystick, per fare esplodere le teste di orde assassine avanzanti che gemono e ostacolano la salvezza umana: Resident Evil, Call of Duty, Left 4 Dead e altri giochi ancora.

Questo nostro immaginifico viaggio nell’universo zombi approda in ultimo nelle sei stagioni della serie televisiva The Walking Dead, 2010. Si apre un nuovo capitolo nella lunga saga dei “morti viventi”, che adesso si racconta in un più ampio contenitore sceneggiativo.

Pur risultando stilisticamente impeccabile, la serie, però, si presenta manchevole di un impianto narrativo convincente, con momenti poveri di azione, dividendo la critica e i fans tra sostenitori e oppositori.

È qui che i fantasmi dei capolavori passati – vedi La notte dei morti viventi, 1968 – aleggiano sulle nuove produzioni “zombesche”, a cui debbono sempre pagare il fio!

Vieni a conoscere il Maestro del cinema che ha “creato” gli zombi: George A. Romero sarà ospite del Lucca Film Festival ad Aprile 2016