Brady Corbet: giovane promessa del cinema americano

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In occasione del progetto “Twenty Puccini” del 2008, fra registi del calibro di Tsai Ming Liang, Jonas Mekas e Michael Snow, il Lucca Film Festival ha ospitato anche la giovane promessa del cinema americano Brady Corbet.

Oggi, l’indimenticabile aguzzino di Funny Games (2007), resuscitato fra schermo e vita dal magico telecomando hanekiano, pare essersi conquistato un posto di prim’ordine anche dalla parte opposta di quello stesso schermo.

Nel 2008 il giovane cineasta è approdato a Lucca, infatti, non solo per le sue doti d’attore, ma anche per “Protect You + Me”, interessante lavoro di regia che gli è valso menzione d’onore al Sundance Film Festival del 2009.  “Protect You + Me” è un cortometraggio di soli 11 minuti, nel quale già s’intravedono gli scoppi emotivi e i drammi deglutiti a fatica, sconosciuti, intuìti e costitutivi del suo primo lungometraggio, “The Childhood of a Leader“, con il quale condivide caratteristiche tanto formali, quanto contenutistiche:

“L’esplorazione della nostra mente, il suo sfuggire certi ricordi dell’Infanzia, un’infanzia che, lo si voglia o no, determina la nostra personalità”.

Quando i dittatori erano bambini

“The Childhood of a Leader”, vincitore del premio Orizzonti per la Miglior Regia al 72esimo festival di Venezia, è il risultato di un lungo progetto, intrapreso da Corbet a soli 17 anni e portato avanti al fianco della moglie e sceneggiatrice Mona Fasvold. Tra John Fowles, Jean-Paul Sartre e gli studi sulle dittature di Margaret MacMillan, il giovane cineasta americano ha infatti costruito una brillante e spaventosa opera prima, dove il piano socio-politico ed esistenziale si uniscono fino a diventare indistinguibili. Facendo tesoro soprattutto dell’influenza di Michael Haneke, ma anche ispirandosi a classici dell’horror psicologico come “The Omen” e “The Shining”, Corbet riesce tuttavia a realizzare un lavoro personalissimo, che fa dell’ambiguità la sua colonna portante.

Girato in pellicola Kodak 35 mm, e con un cast d’eccezione (Robert Pattinson, Bérénice Bejo, Liam Cunningham e Stacy Martin), “The Childhood of a Leader” di Brady Corbet è un sinistro affresco sulle origini dei fascismi, a partire dalla domanda che ciascuno di noi non può mancare di porsi, davanti alle grandi tragedie della storia: non sono stati bambini anche i più grandi dittatori? Ed è proprio su questi punti interrogativi che il film si articola, con una narrazione spasmodica e marziale, accompagnata dalle straordinarie musiche di Scott Walker. Dove a cattivi genitori corrispondono cattivi figli, in una strenua battaglia combattuta sullo sdrucciolevole confine tra Bene e Male (tanto passato, quanto contemporaneo), non c’è spazio per le risposte né per le rassicurazioni, perché

“La tragedia non sta nel fatto che un uomo scelga Il Male, ma che così tanti preferiscano non scegliere Il Bene.”

I progetti attuali di Brady Corbet

Un brillante esordio dunque quello di Brady Corbet, che a soli 28 anni si appresta a realizzare il suo secondo lungometraggio, su pellicola 65 mm. Le riprese di “Vox Lux“, questo il titolo, cominceranno a febbraio di quest’anno. Del cast faranno parte Jude Law e Rooney Mara, una giovane popstar che raggiungerà il successo a seguito di una serie di circostanze inusuali.
Non ci resta che aspettare, allora, il completamento di questo secondo lavoro del regista che, viste le premesse, pare avviarsi a una brillante carriera.