David Cronenberg, fra evoluzione e continuità

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Ospite dell’edizione 2015, David Cronenberg è una delle figure più influenti del cinema contemporaneo. Scrittore e filosofo prima che regista, autore di un cinema che trae linfa vitale tanto dallo sperimentare col mezzo, quanto dall’esperimento vero e proprio (quello del Professor Oblivion in “Videodrome”, come quello dello scienziato Seth Brundle in “La Mosca”), Cronenberg incarna perfettamente lo spirito del festival, all’insegna dello sperimentalismo e della multidisciplinarità.

Evoluzione e continuità

Il genio del body-horror, è riuscito, in cinquant’anni di carriera, a superare il genere che ne aveva segnato la fama, approdando di recente anche al noir e al thriller. In questa evoluzione non ci sono però traumatiche soluzioni di continuità, perché il cinema del regista canadese risulta sempre nuovo eppure incredibilmente coerente. Ottimo padre filmografico, Cronenberg ha cresciuto i suoi film in modo sempre personale, ma mai autoreferenziale e con l’interesse costante alle nuove possibilità tecniche offerte dal mezzo.

All’inizio del suo percorso ha trasformato gli effetti speciali a basso costo in elementi identificativi e marche d’autore. Attraverso l’horror, ha costruito veri e propri saggi sull’uomo e le sue fragilità, che indagano, senza mai scadere in facili pessimismi, le frontiere e i limiti della ragione. Un cinema filosofico, speculativo, che penetra nell’uomo in senso fisico e psicologico, senza possibilità di separazione. Ecco perchè il viaggio nella sua bibliografia di riferimento ci conduce, con paradossale coerenza, dalla beat generation di William S. Burroughs (“Naked Lunch”, 1991), al postmodernismo di Don DeLillo (“Cosmopolis”, 2012).

 “Evolution”, un Cronenberg pucciniano

Nel 2015, in occasione dell’undicesima edizione del Lucca Film Festival che in quell’anno si univa a Europa Cinema di Viareggio, sono state allestite quattro mostre in omaggio al regista canadese. Tra queste, l’indimenticabile “Evolution”, di carattere internazionale, creata dal Toronto International Film Festival presso la Fondazione Ragghianti, roccaforte dell’arte nazionale e internazionale in Toscana.

Curata da Piers Handling, direttore del Toronto International Film Festival, e Noah Cowan, primo direttore artistico del TIFF Bell Lightbox, la mostra proponeva un percorso attraverso le invenzioni del regista, indagando le possibilità evolutive dell’uomo in senso tanto fisico, quanto psicologico. Un viaggio attraverso centinaia di oggetti di scena, materiali scenografici di produzione, interviste con collaboratori, filmati inediti, rari scatti fotografici di backstage. Un viaggio che tracciava le direttrici di sviluppo e maturazione nella carriera di Cronenberg come regista, a partire dalle prime influenze del sociologo canadese Marshall McLuhan e alla base del film “Videodrome” (1983).

“Evolution” presentava anche una sezione distaccata “M. Butterfly” presso il  Puccini Museum – Casa natale M.Butterfly, dal titolo del film realizzato da Cronenberg nel 1993, ha trovato nella casa-museo di Giacomo Puccini la sua naturale collocazione. Agli oggetti di scena e allo spettacolare costume indossato dal personaggio di “Song Liling” durante la sua interpretazione all’Opera di Pechino in M. Butterfly, si aggiungevano i cimeli e i preziosi documenti autografi riguardanti Madama Butterfly che il museo tutt’ora conserva. Si riproponeva quindi il parallelo tra la tragedia raccontata dall’opera lirica e quella del protagonista del film, che Cronenberg aveva messo in scena, utilizzando sapientemente la musica di Giacomo Puccini. Musica che non è mancata anche al Festival, dove si è tenuto un concerto proprio sulle musiche dei più grandi capolavori del regista.

Divinizzazioni

Un Dio del Cinema contemporaneo che oggi, nei suoi più splendenti settant’anni, si appresta a vestire davvero i panni di Dio, questa volta non dietro, ma davanti alla telecamera. Infatti, il cortometraggio sci-fi “Tomorrow’s shadows”, del regista canadese Geordie Sabbagh, vedrà Cronenberg come protagonista al fianco di Karine Vanassee, Wendy Crewson, Dawn Greenhalgh and Steve Lund. Il film sarà prodotto da Ashleigh Rains e sarà girato a Toronto.

“Ashleigh ed io siamo entusiasti che Cronenberg abbia accettato di interpretare Dio, se c’è un ruolo perfetto per lui è di certo questo!”

ha commentato Sabbagh in un comunicato. Come non essere d’accordo…